Chi sono 

Sono Maria Elena e faccio la docente nel Liceo delle Scienze Sociali "M.Serao"
Cosa vuol dire per me essere docente?
Ho insegnato dal 1983-84 nella scuola primaria e dal 2005-06 sono transitata nella scuola secondaria superiore. Ho sempre risposto alle esigente e ai bisogni dei miei alunni, mettendomi in gioco accettando le sfide educative richieste dai mutamenti e dalle innovazioni.Un docente deve essere in grado di rispondere alle esigenze che richiede la società della conoscenza,egli nell'Istituzione Scolastica deve avere la funzione non solo di socializzazione e inculturazione, intesa come adeguamento morale e culturale delle giovani generazioni alle norme e regole condivisedella società, ma anche di formazione, intesa come educazione alla conoscenza di sè, all'auto autorealizzazione, alla creatività.
La ricerca psicopedagogica (Vygotskij, 1934; Cohen,1999; Bandura,2000; Johnson e Johnson, 1987; Dweck, 2000; Cornoldi e il gruppo M.T.1987-2003)ha evidenziato che un alunno per essere creativo, deve avere spazi di autonomia e di scelta, credere in se stesso e nelle avere proprie possibilità di autorealizzazione; quindi avere occasioni di valutare possibili alternative, opportunità di sperimentare percorsi diversi per raggiungere un obiettivo e di compararli pervalutarne i costi e i benefici per poter fare scelte consapevoli.
Volendo creare questo senso di autoefficacia apprenditiva occorrono insegnanti che sappiano proporre e non imporre, aiutare e non comandare, orientare e non costringere, diversificare il proprio insegnamento e non spiegare solamente ex cathedra, valorizzare e motivare gli alunni e non mortificare le diversità.
Allo stesso modo si possono formare degli alunni che s'interroghino continuamente sulle scelte operate, sugli errori commessi, sui risultati e sui successi conseguiti. Alunni con ampi spazi di autonomia, capaci di cooperare,orientarsi, confrontarsi costruttivamente per operare scelte consapevoli e raggiungere gli obiettivi concordati, differenziando, se necessario, i percorsi formativi.
Anche la valutazione, sia dell’insegnante che dell’alunno , dovrebbe essere equa e trasparente e fin dall’inizio, gli obiettivi da raggiungere e i criteri di valutazione dei percorsi e degli esiti ottenuti andrebbero concordati.
In quest’ottica la valutazione andrebbe vista come occasione per capire meglio anzitutto se stessi, la complessità del mondo nel quale viviamo e il processo di insegnamento apprendimento agito.
Un buon docente deve modificare la convinzione che è la principale guida e fonte di apprendimento,deve essere in grado di ottimizzare il proprio tempo, mettersi in gioco,essere modello positivo,credere nel lavoro di team,favorire la comunicazione interattiva, favorire l'appartenenza alla classe,l'identità e il lavoro di gruppo,monitorare i prodotti formativi e i processi cognitivi del singolo e del gruppo, instaurare un rapporto costruttivo con le famiglie e il territorio.Un docente che valorizzi ogni studente conoscendo e favorendo i diversi modi di apprendere e fare esperienza, che valorizzi i punti di forza e migliori lo loro autostima, favorendo la partecipazione e l'ascolto attivo cercando soluzioni condivise . Ogni gruppo classe avrà un ruolo determinante nell'assunzione di responsabilità e nella riflessione metacognitiva sui processi attuati e sugli esiti raggiunti.
Questo è stato il mio modello di docente, nell'ottica del miglioramento continuo,al servizio degli alunni.
Il mio è stato un percorso a spirale, di formazione e aggiornamento, trasformando il sapere in valore, imparando ad imparare in un processo a 360°
Impegno, partecipazione, volontà di essere per il piacere di essere, il piacere di mettersi in gioco e non ultimo per importanza il piacere e l'amore per "sophia".